1° Aprile 1929 – Milan Kundera

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L’autore il cui compleanno ricade in questo mese di Aprile è Milan Kundera e il romanzo che ho scelto è “L’immortalità“, un altro libro di quelli che giacciono nella mia libreria da tempo, in attesa di essere letti e che, grazie a questa rubrica, sto “macinando” per chi vorrà leggere questi articoli. “L’immortalità” non è un romanzo facile da leggere, nel quale Kundera tratti argomenti diversi e importanti come l’immortalità stessa, dalla quale trae il titolo, il sesso, l’adulterio, la gelosia, l’arte, i rapporti famigliari ecc. ecc. Lo fa attraverso personaggi talvolta inventati come Agnes, Laura, Avenius, Paul, Brigitte e Rubens, oppure reali e famosi come Goethe e la sua amante Bettina, Hemingway e lo stesso Kundera. Proprio da un semplice gesto di una donna impegnata in una lezione di nuoto, che in piscina solleva un braccio, prende spunto e si snoda la trama de “L’immortalità“, un gesto che ricorda all’autore che non ha mai raccontato la storia di Agnes. Il romanzo si divide in sette capitoli, ognuno dedicato a tematiche diverse, storie che si sovrappongono oppure che sembrano lontane le une dalle altre ma in realtà non sarà così. 

Nel primo capitolo, “Il volto“, la protagonista è proprio Agnes e vi vengono delineati i suoi rapporti con i genitori, con la sorella, il marito e la figlia. Kundera ci parla anche della relazione extraconiugale che lei gestisce in modo non usuale ma soprattutto ci racconta i suoi pensieri più segreti, quelli di cui la donna non parla con nessuno, desideri che l’attraggono e la spaventano e il perché ci verrà poi svelato. 

La natura e l’essenza della protagonista Kundera ce li illustra nel secondo capitolo, “L’immortalità“, usando i personaggi di Goethe e della sua amante bambina, Bettina, parlandoci del rapporto che li legava. In questo capitolo l’autore ci illustra la sua teoria sull’immortalità creando un’immaginaria conversazione tra il poeta e lo scrittore Hemingway, condannati dalla loro stessa arte alla condizione sgradita di immortali.  Kundera ci parla dell’esigenza dell’uomo di diventare immortale ma gli immortali sono felici della loro condizione? 

Nel terzo capitolo “La lotta” entra in campo Laura, la sorella della protagonista che, desiderando di imporsi ad Agnes, Kundera le crea un parallelo con l’immagine della coppia Goethe/Bettina. La contrapposizione tra le due sorelle genera conflitti molto forti dovuti alle loro enormi diversità, soprattutto sull’idea dell’amore e questo nonostante Agnes rappresenti un modello per Laura.

Nel quarto capitolo “Homo sentimentalis” Kundera analizza attraverso Goethe e altri artisti com Rilke, Rolland ed Eluard, l’idea dell’amore, della passione e di quanto possa durare nel tempo.

Nel quarto capitolo “Il caso” continua l’analisi sull’immortalità ma anche del rapporto che lega Laura al cognato Paul, il marito di Agnes, della casualità della vita e delle coincidenze che influiscono su di essa.

Nel sesto capitolo “Il quadrante” entra nella storia Rubens, un artista fallito, commerciante d’arte che ha incentrato la propria vita sulla sessualità vivendola attraverso diverse fasi, come se fosse appunto un quadrante di un orologio. Apparentemente sembrerebbe un personaggio scollegato rispetto alla trama del romanzo incentrato sulla figura di Agnes, attraverso la quale Kundera analizza le varie tematiche trattate, in realtà non è così e lo scopriremo leggendo.

Infine nel settimo capitolo “La celebrazione” ci ritroviamo nella stessa piscina iniziale, dove Kundera aveva visto il gesto che lo aveva ispirato all’inizio. Qui infatti seduti ad un tavolino si trovano lo stesso autore con il suo amico Avenarius, quando a loro si unisce anche Paul, che Kundera utilizza per esprimere il suo concetto di donna in relazione al futuro dell’umanità.

In realtà non ho raccontato la trama del romanzo perché sì, tra un filosofeggiare e l’altro, c’è anche una storia, quella di Agnes e della sua vita che avrà un’evoluzione della quale volutamente non vi parlerò. Sta a voi, se lo vorrete, scoprirla e magari confrontarvi con il pensiero di Milan Kundera.

«La preoccupazione per la propria immagine, è questa la fatale immaturità dell’uomo. È così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane. L’uomo ci arriva solo dopo la morte. E neanche subito. Solo molto tempo dopo la morte».

MILAN KUNDERA nacque a Brno, nella Repubblica Ceca, il 1° Aprile 1929. Studiò fin da piccolo letteratura e musica nella sua città. Le prime poesie gli vennero pubblicate che era ancora adolescente. Dopo l’Università frequentò anche la Scuola di Cinema. Iscrittosi al Partito Comunista nel 1948, ne venne espulso due anni dopo a causa di alcune critiche nei confronti della sua politica culturale, contenute in una lettera indirizzata ad un amico. Venne comunque riammesso nel 1956 diventando un punto di riferimento molto importante. Nel 1970 durante la Primavera di Praga, Kundera si schierò a favore della contestazione tanto che fu costretto a lasciare il suo lavoro di insegnante e venne di nuovo espulso dal Partito. Nel 1975 lasciò la Cecoslovacchia per stabilirsi in Francia, dove iniziò ad insegnare e dove ottenne poi la cittadinanza, dopo aver perduto quella ceca. Le sue opere vennero proibite nel suo paese d’origine e lui ne vietò la traduzione fino al 2006. Dopo il suo debutto con la raccolta di poesie “Uomo vasto giardino” del 1953 seguirono “L’ultimo maggio” e “”Monologhi” nelle quali esplora l’amore nella sua dimensione drammatica ed erotica. Per il teatro nel 1962 scrisse “I padroni delle chiavi” ma la sua principale attività è quella di narratore il cui esordio avviene nel 1963 con “Amori ridicoli” e i seguenti “Secondo quaderno di amori ridicoli” e “Terzo quaderno di amori ridicoli” che ebbero un’eco notevole. “L’immortalità” è l’ultima opera narrativa di Milan Kundera del 1990, preceduta da “L’insostenibile leggerezza dell’essere” probabilmente il più conosciuto. Dopo una lunga malattia Kundera morì a Parigi l’11 Luglio 2023.

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