25 Dicembre 1925 – Carlos Castaneda

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L’autore il cui compleanno cade questo mese è Carlos Castaneda e il libro che ho scelto, e che ho appena letto per questa rubrica (ma da tempo languiva nella mia libreria) è “Fuoco dal profondo” , una lettura decisamente non facile anzi tutt’altro, che mi ha impegnato molto e che non mi ha convinto del tutto ma, in fondo, non si possono fare solo recensioni semplici o di libri che ci siano piaciuti del tutto. Questo libro non è un romanzo ma racconta degli insegnamenti che Castaneda riceve dal suo maestro don Juan riguardanti la stregoneria tolteca. Don Juan è un nagual, uno sciamano yaqui, che coadiuvato dallo stregone e discepolo Genaro, introduce l’autore alla conoscenza della quale loro sono custodi. Tra maestro e discepolo si crea un sodalizio, un’amicizia, un rapporto straordinario. Don Juan e Genaro non sono stregoni  ma veggenti ma solo il primo è un nagual, ovvero uno sciamano, un guerriero della libertà totale perché è padrone della percezione, dell’agguato e dell’intento: queste sono le tre parti di un’antichissima conoscenza che si predispongono a tramettere, insegnare a Castaneda. Il possesso di queste conoscenze permette di mettere a fuoco la mente con chiarezza e consapevolezza uniche. E’ così che l’autore intraprende un viaggio per diventare a sua volta guerriero della libertà totale, attraverso l’acquisizione della padronanza della propria mente ed ampliando la propria percezione, fino a superare l’esteriorità delle cose per coglierne l’essenza. Castaneda ci spiega che i guerrieri della libertà totale non vengono colti dalla morte come i comuni mortali, ma scelgono loro il momento e il modo della propria dipartita. Nel momento in cui avverrà, si consumeranno in un fuoco dal profondo e scompariranno liberi, come se non fossero mai esistiti. Non c’è una trama vera e propria ma la narrazione del percorso, degli insegnamenti, la spiegazione dei concetti (non sempre facili da comprendere, anzi) che don Juan elargisce a Castaneda, le esperienze, spesso inquietanti, le prove che quest’ultimo deve sostenere per raggiungere l’obiettivo. No, non è decisamente un libro facile da leggere ma se vi ho incuriosito provateci.

CARLOS CASTANEDA  è nato il 25 Dicembre 1925 a Cajamarca, in Perù. Il cognome gli deriverebbe dalla madre. In seguito venne adottato da una famiglia californiana e quindi si trasferì negli USA agli inizi degli anni ’50 e ne acquisì la cittadinanza nel 1957. Nel 1960 si sposò con Margaret Runyan ma vissero insieme solo per sei mesi, anche se il divorzio avvenne solo nel 1973. Nel 1960, quando era un studente all’Università della California di Los Angeles, Castaneda conobbe in Arizona un messicano di etnia yaqui, don Juan appunto, che lo iniziò alla stregoneria antica messicana, portandolo alla scoperta di nuovi mondi ed a stati di coscienza alterati anche da sostanze allucinogene. Successivamente lo scrittore affermò di aver abbandonato, questo tipo di sostanze, anzi di non averle mai utilizzate, per applicare gli insegnamenti del suo maestro ma di essere ricorso ai suoi studi filosofici sulla fenomenologia. Alla dipartita di don Juan, in quello che definisce il suo “ultimo volo”, Castaneda prenderà il suo posto, in qualità di erede designato dal suo stesso maestro, diventando a sua volta nagual e guida di un gruppo di allievi ai quali insegnare il cammino verso la liberazione totale dell’essere e prepararli a loro volta al proprio “ultimo volo”. 

Furono proprio i libri sulle vicende del nigual don Juan e dei suoi discepoli sciamani a portarlo alla fama.

E’ morto a Los Angeles il 27 Aprile 1998.

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