A quando l’addio?

Nella campagna intorno
uggiolano cani nella notte
sognando libertà senza catene.
Qua e là tremule luci
rompono l’oscurità compatta.
Riposa la terra
respirando rugiada fresca
nel vibrar delle foglie.
Immobile solo tu
antica casa.
Quante storie srotolate
fra le mura di pietra
alle quali gli anni
sembrano aver tolto
la parola.
Eppure conosco
il recondito scricchiolare
della scala di legno,
lo strascicare di piedi
assorbito nel tempo,
l’incancellabile sospirare
delle stanze ormai vuote,
dove ancora aleggia
lieve profumo di cotogne.
Ricordi, rimpianti, giungono al cuore
colmandolo di malinconia
mentre il chioccolar della fonte
sembra interminabile pianto sconsolato
di coloro che ti lasciarono
affidandoti brani di vita,
da non dimenticare.
Finchè un giorno
per un modernissimo residence
le ruspe distruggeranno
ogni cosa
cacceranno per sempre
i fantasmi che nelle buie
solitarie notti lamentavano sogni perduti.
A quando l’addio?

Dina Paola Cosci
7/7/1999

Una risposta.

  1. Carla ha detto:

    Nel nome del progresso spesso si distruggono i sogni.

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