Quella carezza protesa

Una piuma oscilla in un campo atavico
smarrito nel ricordo eburneo
di baci sprigionati dal tuo amore.
E sento dentro di me
il desiderio di fare qualcosa,
abbattere il male
per ritrovare il tuo sorriso
dietro la mascherina bianca
che questa epidemia obbliga a indossare.
E penso a punti di incontro,
sul cammino di passi felpati,
riflessi nel lago di rame.
Echi ripetono parole di conforto,
come battiti del cuore, piccoli granelli pulsanti,
che vivono secondi in apnea.
Nessuno sa ancora quando il sole scalderà
i volti stanchi degli oppressi
schiaffeggiati d’asma virulenta.
Ma è bello immaginare l’amore che si abbraccia
condito da numerose parole chiare
al fresco nascere dell’alba, in un respiro dolce,
per incrociare quella carezza protesa da mesi

Elena Maneo

2 risposte

  1. Arianna ha detto:

    Cara Elena, grazie per aver scritto questa toccante poesia, figlia del nostro tempo ,lieve come una carezza .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *