
L’autore del quale ricorre il compleanno questo mese e che ho scelto per voi è Stefano Benni, del quale vi presento “L’ultima lacrima” una raccolta di racconti pubblicata per la prima volta nel 1994. Non c’è una trama vera è propria ma ovviamente più trame diverse, per l’esattezza 27, perché questo è il numero di racconti che vi sono contenuti. Nonostante però siano storie a sé, le accomuna il tema ovvero le stranezze, i vizi e le virtù della società, in particolare di quella italiana. Sono racconti tragicomici che hanno per protagonisti soggetti che vengono definiti i mostri degli anni passati, ma anche quelli contemporanei e del futuro. Il tono è sempre surreale in ogni racconto. Per darvi un’idea vi presento in breve quelli che mi hanno divertito di più, partendo proprio da quello iniziale che rappresenta l’impatto primario con il genere narrativo contenuto. Il primo racconto è “Papà va in TV” nel quale un padre, condannato a morte, viene giustiziato in diretta televisiva, con tanto di talk show, con la famiglia che lo segue da casa propria impegnata in dialoghi surreali e, per certi aspetti, anche esilaranti come quello telefonico finale che intercorre tra la figlioletta del condannato e un giornalista che le chiede cosa stiano facendo in famiglia, mentre va in onda l’esecuzione in diretta e la ragazzina risponde: “Mio fratello sta facendo dei salti sul divano, il signor Mario (un amico di famiglia n.d.r.) sta bevendo il whisky, la mamma piange con la testa sulle ginocchia della signora Mariella (la moglie di Mario n.d.r.). Molto? Sì, mi sembra che pianga molto. Io? Io sto al telefono con lei, no? Sì, mi chiamo Lucilla, mi raccomando con due elle, non Lucia, che a scuola si sbagliano sempre…” (CIT.) E che ne pensate di un Bancomat, novello Robin Hood, che toglie dai conti correnti dei ricchi e disonesti per aiutare i poveri? Bé questo è il protagonista del secondo surreale racconto “Fratello Bancomat“. Il racconto n. 3, “Un cattivo scolaro“, lo trovo piuttosto inquietante e preoccupante nella sua proiezione della cultura consumistica e televisiva nella scuola d’obbligo, che isola e emargina chiunque alle citazioni dei dialoghi delle soap opera o di interi TG di Stato preferisce la lettura di un buon libro, speriamo sia un futuro tragico irrealizzabile ma… ne dubito. Nel racconto n. 5, “Il nuovo libraio“, ci troviamo di fronte alla narrazione di un horror nel quale i libri antichi sono i veri personaggi, con la loro ribellione nei confronti di un destino che, nei panni del nuovo libraio, li ha già condannati a morte. Il racconto n. 6, “Lombricoetica” potremmo definirlo: da che punto guardi il mondo tutto dipende mentre il seguente n. 7, “Il ladro” mi è sembrato subito lo specchio della nostra società che si perde in discorsi e discussioni inutili mentre perde di vista l’essenziale. Anche il racconto n. 13, “Un uomo tranquillo“, mi ricorda molto certi ambienti di lavoro, o meglio, certi colleghi che mirano ad ingraziarsi il responsabile di turno ma questo ha un risvolto inaspettato del quale ovviamente non vi racconto altrimenti vi perdete il gusto della scoperta. Saltando al racconto n. 15, “Rex e Tyra” ci troviamo di fronte alla struggente, delicata, tenera storia d’amore tra due dinosauri nell’attimo della caduta del meteorite che ne causò l’estinzione, molto dolce e carino. Il racconto n. 17 “Il palazzo delle Nove Meraviglie” lo consiglio vivamente, esilarante e imprevedibile è ambientato in un grattacielo nel quale, ad ogni piano, è collocato un settore con perversioni sessuali sempre più forti che vengono offerte dal rappresentante del Governo ad un possibile fornitore, un uomo semplice e un pò sprovveduto, che le rifiuta tutte fino a quando raggiungono l’ultimo piano e l’ultima proposta e qui… a voi la scoperta. Il racconto n. 19, “Erasmo, il venditore del cosmo” è la dimostrazione lampante che non bisogna mai fidarsi delle apparenze: ambientato in un ipotetico mondo planetario popolato da molteplici razze aliene è l’esilarante ricerca da parte del venditore, non più porta a porta ma pianeta e pianeta, del cliente alieno del quale non sa assolutamente nulla sull’aspetto e gli equivoci non mancheranno. Saltando all’ultimo racconto “Sniper” ci troviamo di fronte alla descrizione di una ipotetica guerra civile tra le regioni del Nord Italia e del Sud Italia e il confronto tra un cecchino nordista contro un ribelle sudista. 27 racconti ironici, divertenti ed irriverenti, alcuni più di altri, ma per la maggior parte inducono il lettore alla riflessione e con maestria, Stefano Benni alterna ai racconti più seri, storie brevi e più rilassanti. A me è piaciuto molto e spero che piaccia anche a voi.
Stefano Benni è nato a Bologna il 12 Agosto 1947 oltre che scrittore, è un giornalista, sceneggiatore, poeta, umorista e drammaturgo. Come scrittore, i suoi libri sono stati tradotti in oltre 30 lingue; in qualità di giornalista ha collaborato con molte riviste e quotidiani , addirittura con la rivista “Al Doha” per la quale traduce racconti inediti in arabo. Come autore televisivo ha scritto per il Beppe Grillo degli esordi; ha diretto il film “Musica per vecchi animali“, tratto dal suo romanzo “Comici spaventati guerrieri”, interpretato da Dario Fo, Paolo Rossi e Viola Simoncioni ed ha sceneggiato per la televisione il film “Topo Galileo” con le musiche di Fabrizio De André e Mauro Pagani. E’ stato anche fumettista nell’ “Albo avventura N. 2“. Il suo stile letterario è caratterizzato da una forte satira della società italiana degli ultimi decenni attraverso la costruzione di mondi e situazioni immaginarie, con l’utilizzo di giochi di parole e neologismi. Attraverso personaggi eccentrici e situazioni esilaranti, mette in luce i difetti e le assurdità dei nostri tempi ma sotto alla leggerezza e all’umorismo si colgono malinconia e l’invito a riflettere sui temi sociali e politici. Insomma Stefano Benni ci fa pensare ma col sorriso.
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