22 settembre 1924 – Rosamunde Pilcher

Categorie:

Nella scelta di un nuovo libro da leggere vi sono momenti in cui non si cerca una sfida intellettuale o emozionale, ma solo il piacere di leggere qualcosa che “fa stare bene”, momenti nei quali vogliamo ritagliarci uno spazio di calma, magari prima di dormire o quando avvertiamo il bisogno di leggerezza e rassicurazione. Quelle storie che ci danno conforto emotivo, che ci assicurano il lieto fine. Ebbene, se lo scenario nel quale ci muoviamo è questo, senz’altro può venire in nostro aiuto Rosamunde Pilcher, che compie gli anni proprio in questo mese di settembre. La Pilcher è stata una delle scrittrici britanniche più amate del Novecento, capace di conquistare milioni di lettori in tutto il mondo con romanzi intensi, romantici e profondamente umani. Il suo stile inconfondibile, fatto di descrizioni minuziose, e la capacità di raccontare con delicatezza i legami familiari, le emozioni semplici e sincere l’hanno resa un’icona della narrativa contemporanea e numerosi adattamenti televisivi tratti dai suoi romanzi sono andati in onda con grande successo. Titoli come “Settembre”, “Solstizio d’Inverno” e “Neve d’Aprile”, immersi nei paesaggi struggenti della Cornovaglia e della Scozia, hanno rivelato la sua sensibilità narrativa e la sua attenzione per le dinamiche familiari e le seconde possibilità nella vita. Ed è proprio quest’ultimo – “Neve d’aprile” – che ho letto in questi primi giorni di settembre.

La storia prende avvio da un sontuoso ricevimento organizzato nella casa londinese di Caroline – una ventenne cagionevole di salute – dove la ragazza vive con il fratellino Jody, la matrigna Diana ed il nuovo marito di quest’ultima, Shaun. La coppia sta per trasferirsi a Montreal assieme al piccolo Jody per un nuovo progetto lavorativo di Shaun. Caroline – legatissima al fratello – resterà invece a Londra, dal momento che convolerà a breve a nozze con Hugh Rashley, agente di borsa e fratello di Diana. Gli ospiti d’onore sono i coniugi Lundtsrom, canadesi, finanziatori del progetto di Shaun. Fra gli invitati anche i signori Haldane, Parker ed Elaine, cari amici di Diana. Caroline osserva i commensali, persone di successo, ricche ed appagate e rimpiange con nostalgia la casa nella quale viveva con il padre architetto ad Aphros, nel Mare Egeo, frequentata da artisti ed intellettuali anticonformisti, gente semplice, ma schietta ed allegra. Ed un pensiero va anche al fratello maggiore – Angus – che non si è mai trasferito a Londra ed ha assecondato la sua voglia di indipendenza e la sua curiosità verso il mondo. Diana era stata presente con affetto nella vita dei figliastri ed aveva cercato di imporre a ciascuno di loro uno stile di vita che, nelle sue intenzioni, avrebbe insegnato ai ragazzi a prendersi cura di loro stessi. Anche il matrimonio fra Caroline ed Hugh era stato caldeggiato da Diana ed accettato passivamente dalla ragazza. L’unico insuccesso di Diana era stato proprio Angus. Pochissimi giorni prima delle nozze Caroline e Jody, con la complicità del migliore amico del loro padre, partono per Strathcorrie, in Scozia, per incontrare il fratello Angus. Nello stesso momento anche Liz – figlia di Elaine Haldane – si trova in Scozia in casa del padre per presenziare al funerale di Charles, un caro amico di infanzia. Alla funzione incontra Oliver, fratello di Charles, che Liz ama da sempre. Intanto Caroline e Jody, a poche miglia dalla loro meta, si imbattono in una terribile tempesta di neve e trovano rifugio per l’appunto in casa di Oliver. Malgrado un primo approccio piuttosto freddo e distaccato, in breve fra la giovane ed il padrone di casa scatta una connessione fisica ed emotiva….

Rosamunde Scott nacque il 22 settembre 1924 a Lelant, nella pittoresca Cornovaglia. Dopo aver frequentato la scuola d’arte ed aver prestato servizio nella Women’s Royal Naval Service durante la Seconda Guerra Mondiale, all’età di 22 anni sposa l’eroe di guerra  Graham Hope Pilcher. Inizia a scrivere racconti brevi e pubblica il suo primo lavoro nel 1949 con lo pseudonimo di Jane Fraser. Solo nel 1955 adotta il proprio nome, firmando il primo romanzo come Rosamunde Pilcher. Tuttavia, la vera svolta nella sua carriera avviene nel 1987 con “I cercatori di conchiglie”, un romanzo intergenerazionale che diviene rapidamente un best-seller internazionale, con oltre 10 milioni di copie vendute e da cui è stato tratto un adattamento cinematografico con protagonista Vanessa Redgrave. Rosamunde Pilcher si è ritirata dalla scrittura nel 2000, lasciando un’eredità letteraria composta da oltre 30 opere, tutte accomunate da una raffinata esplorazione delle emozioni umane. Nel 2002 la Regina Elisabetta II l’ha insignita del riconoscimento Officer of the Order of British Empire. È scomparsa il 6 febbraio 2019 all’età di 94 anni, ma il suo contributo alla letteratura popolare resta indelebile.
di Silvia Corsinovi

Nessuna risposta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *