23 Febbraio 1928 – Luca Goldoni

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L’autore del quale ricordiamo il compleanno questo mese è LUCA GOLDONI e lo facciamo attraverso il suo romanzo biografico “Messalina – Una spudorata innocenza“. Di questa imperatrice romana sappiamo ben poco, se non quanto raccontato da film e in qualche libro, a volte pruriginoso, che ce la descrivono come un personaggio dissoluto, crudele che, oggi si direbbe, s’è cercata la fine che ha fatto. Messalina però era anche una donna dei suoi tempi, un’adolescente alla quale era toccato in sorte il matrimonio con un uomo molto più anziano che aveva come unico “pregio” il fatto di essere l’imperatore Claudio. Goldoni ci rappresenta una donna che sì non scelse una vita di irreprensibile matrona romana, ma quella di una giovane ingenua che sogna l’amore, quel sentimento che non trova nel marito ma nemmeno nei molti amanti che seduce e che si lasciavano sedurre per paura delle reazioni violente di una donna potente anzi, la più potente di Roma. Ma dobbiamo ricordarci che siamo nel I sec. d.C. quindi certi modi di fare, certi atteggiamenti, abitudini anche sessuali per noi oggi inconcepibili (forse…) erano prassi normale. Luca Goldoni affronta la vita di Messalina, ma anche gli usi e costumi della Roma dei suoi tempi, con leggerezza ironica e divertente ma anche con comprensione e pietà per una donna vittima del suo tempo. Il romanzo inizia col presentarci i vari protagonisti di questa storia che è Storia, cercando di condurci per mano nell’intricato labirinto dei nomi romani, spesso ripetitivi e lo fa senza essere pedante anzi, rende l’esplorazione in questo intricato ginepraio in modo leggero, tanto che risulta piacevole e strappa spesso sorrisi divertiti. Scopriamo che Messalina non è una ignorante nobile fanciulla romana anzi, conosce il greco, la matematica, la musica e la danza, sa leggere, sa disegnare anche mappe e pare che proprio a lei si deve la prima numerazione civica applicata alle strade di Roma. Legge di nascosto i libri proibiti a fanciulle troppo giovani come l’ “Ars amandi” di Ovidio o le poesie erotiche di Catullo ed inizia ad immaginare l’amore appassionato, come ogni adolescente di ogni tempo ma nel suo di tempo si vive in un clima di follia e di paura, sotto l’imperatore Caligola, sì proprio quello che nominò senatore il suo cavallo, colui che fece bruciare vivo un attore perché non gli erano piaciute le battute, che fece uccidere un cugino perché non gli piaceva il suo alito supponendo che avesse ingerito un antidoto contro il veleno che avrebbe voluto somministrargli, che dichiarò guerra al mare con la sua flotta menando fendenti contro le onde ma soprattutto tutti vivono in un clima di delazioni: chiunque volesse liberarsi di un avversario, poteva denunciarlo con l’accusa di attentare alla vita dell’imperatore. In questo clima di terrore, vissuto anche dalla sua nobile famiglia visto che nessuno poteva considerarsi al sicuro, crebbe Messalina imparando dagli adulti l’arte del complotto ed assimilando il concetto che chi ha potere può fare ciò che vuole, anche uccidere chiunque rappresenti un ostacolo. Fu proprio Caligola a decidere il suo matrimonio con suo zio Claudio, cinquantenne e povero benché appartenente alla nobiltà romana discendente da Cesare, è  stato sposato più volte, ha una figlia Antonia, è intelligente al punto che comprende che passare per scemo allunga la vita visto i tempi, è brutto e di appetibile ha solo il cognome di famiglia. Il nipote Caligola gli getta fra le braccia l’adolescente Messalina, bella ed ingenua ma soprattutto ricchissima e l’imperatore ha bisogno di rimpinguare le casse statali e personali, messe a dura prova dalle sue folli bizzarrie. A Caligola non si può dire di no, pena la morte, e poi Messalina è proprio bella, è giovane e Claudio, benché sia tutt’altro che un Adone, ha un debole molto spiccato per le donne. Ma come prende lei l’imposizione di quelle nozze? Non bene visto l’aspetto e l’età dello sposo ma nemmeno la sua famiglia può rifiutare l’ordine imperiale e così Goldoni, immaginando la festa per questo matrimonio, ci racconta gli usi e le abitudini dei Romani, di certo tutte informazioni che non apprendiamo sui libri di scuola. E’ da qui che parte la storia di Messalina, inizialmente un pò in disparte, anzi proprio nascosta agli occhi di un imperatore che è facile contrariare, cercando di farsi notare il meno possibile seguendo gli insegnamenti del marito per evitare intrighi, delazioni, invidie, gelosie ma poi Caligola muore e inaspettatamente quell’ometto innocuo e poco considerato di Claudio viene acclamato imperatore dai miliziani che vedono in lui il fratello del loro amato ed indimenticabile eroe comandante Germanico. Inizia così la vita da imperatrice di una giovanissima donna, ancora ingenua, ancora alla ricerca dell’amore sogno che inseguirà per tutta la vita e che la condurrà su quella strada di perversione, intrighi, delitti per i quali diventerà famosa. Inizierà col perdere la testa per il patrigno Appio Silano, poi con Mnestere attore famoso a Roma già amante di Caligola che la condurrà verso notti a luce rosse, Gaio Silio che per paura di dirle di no divorzia dalla moglie per infilarsi nel letto dell’imperatrice perché dirle di no significherebbe morte. Per non parlare poi delle notti in cui sgattaiolando da palazzo, Messalina s’infila in uno dei tanti postriboli della Roma più lurida, la Suburra, travestita da prostituta e consuma le sue notti con partner occasionali, perché lo fa? Goldoni cerca di darci una spiegazione conducendoci per mano nell’universo romano raccontando un modo di vivere che non ci viene mai insegnato a scuola dove la Storia sono solo un’infinità di date e nomi, interessandosi poco del contesto in cui fatti ed eventi si svolsero. Luca Goldoni ce la racconta per mezzo di Messalina, un’adolescente che ha vissuto prima un’infanzia dorata, poi è stata catapultata suo malgrado nel mondo troppo grande per lei degli intrighi di corte che la schiacceranno, la soggiogheranno fino a portarla ad una fine triste, inseguendo un sogno di amore e di potere che la distruggerà. La sua fine la conosciamo tutti e per coloro che non sanno, consiglio di leggere questo romanzo scritto nel 1992 e che a me, che amo la storia e le biografie, è piaciuto molto. Una narrazione scorrevole, piacevole, con raffronti a quegli anni Novanta del secolo scorso, paragoni ed esempi spesso divertenti, insomma un modo di raccontare la storia che sono sicura piacerebbe anche agli studenti dei giorni nostri.

LUCA GOLDONI nacque a Parma il 23 Febbraio 1928, da giornalista ha scritto per la “Gazzetta di Parma” e “Il Resto del Carlino” come cronista di cronaca nera, poi come inviato di guerra, per concludere come osservatore di costume. Collaborò anche con “Il Corriere della Sera” su “Il Giorno” e “La Nazione“, oltre a tenere una rubrica sul settimanale “Oggi“.  E’ stato anche uno scrittore prolifico, segnalo “Il sopravvissuto” che vinse il premio Fenice Europa; le biografie “Maria Luigia donna in carriera” e “Garibaldi, l’amante dei due mondi“; con “Vite da bestie” vinse il premio Cimitile. Ha vinto il Libro d’oro per aver superato tre milioni di copie vendute e la Palma d’oro al salone dell’Umorismo per “Non ho parole“. Morì il 7 Ottobre 2023 a Casalecchio sul Reno. 

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