
La mia prima esperienza di ascolto di un audiolibro è stata con “La signora delle camelie”, uno dei romanzi più celebri della letteratura francese del XIX secolo, ispirato alla tragica storia della cortigiana Alphonsine Duplessis, morta di tisi a soli 23 anni. “La signora delle camelie” ha ispirato nel 1853 l’opera lirica “La Traviata” di Giuseppe Verdi. Il suo autore, Alexandre Dumas figlio, è il nostro festeggiato di luglio.
Un narratore senza nome, leggendo l’annuncio dell’asta dei beni di una celebre cortigiana appena deceduta, decide di visitare il suo appartamento. Scopre che la donna era Marguerite Gautier, conosciuta nell’alta società parigina per la sua straordinaria bellezza, il lusso di cui si contornava e il vezzo di portare sempre con sé un mazzo di camelie: bianche per la gran parte del mese e rosse per pochi giorni. Da qui il celebre appellativo “la Signora delle camelie”. Durante la visita il narratore rimane colpito dal contrasto tra lo sfarzo della casa e l’evidente solitudine nella quale la donna ha vissuto i suoi ultimi giorni. L’asta serve infatti a pagare gli ingenti debiti lasciati da Marguerite, segno della precarietà della vita delle cortigiane, amate finché giovani e dimenticate subito dopo la loro scomparsa. Tra gli oggetti messi all’asta il narratore acquista una copia del romanzo “Manon Lescaut”, che contiene una singolare dedica: “Manon a Marguerite. Umiltà”, firmata da un certo Armand Duval. Qualche giorno dopo il giovane Duval si presenta a casa del narratore supplicandolo di riavere quel libro, unico ricordo materiale della donna amata, e mostra un’ultima lettera di Marguerite, scritta poco prima della morte, nella quale ella racconta di aver tenuto un diario destinato a spiegare tutta la verità sulla loro storia d’amore. Il narratore, colpito dall’intensità del dolore del giovane, gli restituisce il volume. Attraverso il racconto di Armand ha inizio il lungo flashback che costituisce la trama del romanzo. Armand, giovane di buona famiglia, conosce Marguerite a teatro e se ne innamora perdutamente. Diversamente dagli altri uomini che la frequentano per interesse o prestigio sociale, egli prova per lei un amore sincero e disinteressato. Marguerite inizialmente considera Armand solo uno dei numerosi corteggiatori, tuttavia in breve tempo resta colpita dalla sincerità dei suoi sentimenti e dalla sua premura durante una crisi della malattia che la affligge e che lentamente la sta consumando: la tubercolosi. Ha così inizio la loro relazione. Per sfuggire alla mondanità parigina e ai rapporti interessati che caratterizzano la vita di Marguerite, i due si trasferiscono in una casa di campagna a Bougival. Qui vivono alcuni dei momenti più felici della loro storia d’amore: Marguerite rinuncia progressivamente alla vita di lusso, interrompe i rapporti con i suoi ricchi amanti e sperimenta per la prima volta un’esistenza semplice, ma piena di amore. Un giorno, sollecitato da Marguerite, Armand si reca a Parigi a far visita al padre (che non approvava questa relazione), ma al suo rientro a Bougival non trova più la sua amata e scopre che è tornata a Parigi per riprendere – apparentemente – la vita di un tempo, lasciando credere ad Armand di averlo tradito per mero interesse economico. Accecato dalla gelosia e dall’orgoglio, il giovane intreccia una relazione con un’altra cortigiana, Olympe. e cerca ripetutamente di umiliare Marguerite in pubblico. Il gesto più crudele compiuto da Armand è quello di recapitarle cinquecento franchi per le sue “prestazioni”. Denaro che la giovane donna restituisce al mittente prima di partire per l’Inghilterra. Non avendo più nessuna ragione per restare a Parigi, Armand intraprende un viaggio in Oriente ma ad Alessandria viene raggiunto dalla notizia delle gravi condizioni di salute di Marguerite. Parte immediatamente per raggiungere Marguerite a Parigi, ma giunge troppo tardi. Julie Duprat, una cara amica della sventurata ragazza, gli consegna il diario nel quale Marguerite gli spiega la ragione della sua partenza da Bougival. Il signor Duval, padre di Armand, uomo rispettabile e profondamente legato ai valori borghesi, era andato a trovare Marguerite e le aveva chiesto di rinunciare al figlio. Le aveva spiegato che la loro relazione stava compromettendo la reputazione della famiglia e soprattutto il futuro matrimonio della figlia minore Blanche, sorella di Armand. Pur soffrendo immensamente, Marguerite aveva compreso che il sacrificio era l’unico modo per salvaguardare l’onore della famiglia dell’uomo amato e aveva deciso quindi di lasciare Armand senza rivelargli il vero motivo della separazione.
Alexandre Dumas (figlio) nacque a Parigi il 27 luglio 1824 da una relazione tra Alexandre Dumas (padre) e Marie-Laure Catherine Labay, una sarta. Alla nascita fu registrato come figlio naturale di genitori sconosciuti e visse in collegio fino al 1831, quando il padre lo riconobbe legalmente e si occupò della sua educazione. Frequentò il Collège Bourbon a Parigi, ma non completò gli studi superiori. Condusse per qualche tempo una vita mondana e brillante grazie al sostegno economico del padre, entrando nei circoli artistici e letterari della capitale francese. In questo periodo conobbe infatti numerosi rappresentanti della vita culturale parigina e iniziò a dedicarsi alla scrittura, pubblicando poesie, racconti e romanzi. L’esperienza dell’illegittimità influenzò gran parte della sua produzione letteraria, nella quale ricorrono i temi della famiglia, della responsabilità paterna, del matrimonio e della condizione femminile. La breve relazione con Marie (Alphonsine) Duplessis, una celebre cortigiana parigina, ispirò il romanzo “La Dame aux Camélias”, pubblicato nel 1848 e rappresentato per la prima volta a Parigi al Théâtre du Vaudeville nel 1852. Dopo il grande successo della trasposizione teatrale Dumas si occupò prevalentemente di teatro. Nelle sue opere affrontò i problemi della società francese contemporanea attraverso una visione morale rigorosa. Nel 1864 sposò l’aristocratica russa Nadezhda von Knorring dalla quale aveva avuto nel 1860 la figlia Colette. Nel 1874 fu eletto membro dell’Académie Française, una delle più prestigiose istituzioni culturali francesi e nel 1894 ricevette la Legion d’Onore, il massimo riconoscimento civile francese. Morì a Marly-le-Roi il 27 novembre 1895 e fu sepolto nel cimitero di Montmartre a Parigi.
di Silvia Corsinovi
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