
Chi, come me, è stato bambino negli anni ’70, non potrà non ricordare con affetto lo sceneggiato televisivo “I racconti di Padre Brown”, interpretato – fra gli altri – dai superlativi Renato Rascel (Padre Brown, appunto) ed Arnoldo Foà (il redento ladro-gentiluomo Hercule Flambeau). Questi personaggi nascono dalla penna dello scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton, il nostro festeggiato di maggio. Da «L’innocenza di padre Brown», una raccolta di racconti del 1911, vi propongo «All’Insegna della Spada Spezzata», uno dei più famosi, che unisce investigazione, filosofia morale e critica storica.
Dopo avere trascinato il fidato Flambeau in lungo e in largo per l’Inghilterra alla ricerca dei monumenti dedicati alla memoria dell’eroe nazionale Arthur St.Clare, troviamo Padre Brown ed il suo assistente in un piccolo villaggio, in visita alla tomba del generale, morto durante una campagna coloniale in Brasile. Tutti sembrano convinti dell’assoluta nobiltà di Sir Arthur, descritto come un comandante coraggioso che aveva sacrificato la vita per salvare i suoi uomini durante una battaglia disperata. Padre Brown racconta che – secondo la versione ufficiale – nel 1889, durante la battaglia sul Fiume Nero,combattuta su un terreno impervio ed in forze ridotte, il generale St.Clare aveva guidato eroicamente i suoi soldati contro l’esercito brasiliano del Presidente Olivier, lottando fino allo stremo delle forze con la spada spezzata in mano. Catturato dall’armata nemica, fu impiccato per ordine di Olivier ed esposto con la spada spezzata appesa al collo. Questa versione non convince affatto Padre Brown perchè ritenuta assolutamente distonica rispetto alla personalità dei due militari. A suo giudizio non è credibile che St.Clare, uomo saggio e prudente, soldato espertissimo, abbia affrontato uno scontro suicida, dato il divario enorme di forze fra i due schieramenti. E d’altro canto il brasiliano Olivier, famoso per la sua magnanimità, dal momento che liberava sempre i prigionieri, perchè mai avrebbe dovuto impiccare proprio il generale St. Clare e nessun altro dell’esercito inglese? Hercule Flambeau chiede a Padre Brown se, in virtù delle perplessità espresse, sia giunto ad una qualche convinzione. Il prete gli risponde con una serie di domande:
«Dove nasconde una foglia un uomo saggio? Nella foresta. E se non ci fosse una foresta, ne creerebbe una. E se volesse nascondere una foglia morta? Creerebbe una foresta morta. E se dovesse nascondere un cadavere?… Creerebbe un campo di cadaveri per nasconderlo»
Citando Dante Alighieri, Padre Brown rivela che in realtà Sir Arthur St.Clare altri non era che un traditore assetato di denaro, che aveva svelato al nemico i piani dell’esercito inglese. Ma il maggiore Murray aveva scoperto i suoi traffici e, minacciando di denunciarlo se non si fosse costituito, aveva firmato la propria condanna a morte. La spada di St.Clare si era spezzata nel trafiggere il corpo del maggiore. Poi, nel tentativo di nascondere il corpo di Murray, aveva condotto i propri uomini al massacro, così l’avrebbe mimetizzato tra decine e decine di corpi. Ma i soldati inglesi avevano compreso la terribile macchinazione di St.Clare e una volta rimessi in libertà dal generoso Olivier avevano fatto giustizia…..
Gilbert Keith Chesterton nacque a Londra il 29 maggio 1874 in una famiglia borghese di orientamento liberale e confessione anglicana. Frequentò la St Paul’s School di Londra e successivamente studiò arte alla Slade School of Fine Art. Ben presto comprese però che la sua vera vocazione era la scrittura, per la quale interruppe gli studi universitari presso l’University College di Londra. Durante la giovinezza attraversò un periodo di crisi spirituale e profondo pessimismo che sfociarono in una grave forma di depressione. A 21 anni iniziò a lavorare per l’editore londinese Redway e per la casa editrice T. Fisher Unwin. Scrisse numerosi saggi, biografie, poesie, romanzi. Durante la Prima Guerra Mondiale sostenne il “distributismo”, teoria economica elaborata insieme all’amico Hilaire Belloc, secondo cui la proprietà privata doveva essere distribuita al maggior numero possibile di famiglie. Nel 1922 si convertì al cattolicesimo, influenzato anche dall’amico sacerdote Padre John O’Connor, che aveva ispirato il personaggio di Padre Brown. Morì per insufficienza cardiaca il 14 giugno 1936 a Beaconsfield, amorevolmente assistito dalla moglie Frances Blogg e dalla segretaria Dorothy Collins. Oggi Chesterton è ricordato come uno degli autori più originali del Novecento, capace di unire narrativa, filosofia, fede e umorismo in uno stile unico.
di Silvia Corsinovi
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